Sfondopergamenaverticale
Intestazionevettoriale
SfondoBeiFengconfigure
Sfondopergamenaverticale

Biografia marziale


Quando ero ragazzino ho praticato vari sport, fra i quali spicca il tennis, seguito dall’età di dodici anni. Verso i quindici anni conobbi Bruce Lee, dapprima attraverso i film, in seguito tramite i vari libri pubblicati, e fui ispirato dal suo carisma ad intraprendere un percorso di studio e pratica del kung fu. L’unico corso disponibile era a Grosseto, circa 20 km da casa mia (all’epoca abitavo a Castiglione della Pescaia), ma la passione era tanta e decisi di farmi accompagnare in città tre sere alla settimana. Iniziai a frequentare il corso del sifù Luigi Guidotti. Gli allenamenti erano per buona parte fisici e per la restante metà riguardavano soprattutto lo studio di forme. Data la mia crescente esigenza per un approccio più pratico e reale interruppi l’apprendistato dopo soli tre mesi in attesa di qualcosa che mi si confacesse. Rimasi fermo per alcuni mesi, in attesa che un’altra scuola di kung fu fosse fondata, ma niente. Un giorno un amico mi parlò di un corso di savate, sempre a Grosseto e, dato che mi piaceva sperimentare, iniziai a frequentarlo. L’insegnante, Raffaele d’Amico era ed è una persona cordiale, disponibile e capace e avevo modo di allenarmi sia fisicamente con i sacconi e i pesi, sia con lo sparring sul ring. Dopo tre mesi realizzai però, ancora una volta, che mi mancava qualcosa: l’aspetto filosofico e meditativo delle culture orientali, un aspetto più introspettivo che allo sport della savate manca. Passarono diversi mesi in cui, a malincuore, avevo accantonato l’idea di trovare la scuola adatta a me. Un giorno un altro amico mi propose un corso di jeet kune do. Ero davvero eccitato all’idea, talmente motivato che ero disposto ad arrivare fino a Porretta Terme, ai confini con l’Emilia Romagna pur di realizzare il mio sogno. E così fu: ci recavamo là una volta al mese, per imparare il più possibile dall’insegnante e poi allenarci fra di noi una volta tornati a casa.

SimoneB1senzaocchirossi

Istruttore Simone Calvani

Sfondopergamenaverticale

Nonostante l’entusiasmo alle stelle, la cosa durò poco più di tre mesi (il numero tre è ricorso spesso). Mi resi conto che la presenza del Maestro è fondamentale e non si può ridurre ad un incontro mensile. Inoltre allenarsi da soli nell’arco di un mese porta ad un’inevitabile accumulo di errori che la presenza di un maestro eviterebbe. Non mi restava più altro da fare e decisi di lasciare che le cose “fluissero” da sole. Mi dedicai ad altri interessi, serbando nel cuore la mia grande passione. Mi resi conto di quanto sia vero il detto “le cose capitano quando meno te le aspetti”. Un giorno del settembre del 1999 l’amico che a suo tempo mi aveva parlato del corso di savate, mi disse di aver letto un volantino in cui si parlava di una scuola di kung fu di Grosseto dove si insegnava anche jeet kune do. Presi la palla al balzo e mi recai in quella scuola la settimana stessa. Non avrei mai immaginato che quell’incontro avrebbe cambiato la mia vita per sempre. Conobbi il Maestro Pietro Lucio Casavecchi, una persona disponibile, paziente e saggia. Provai subito una simpatia che si tramutò ben presto in fiducia e ammirazione. Trovai nel suo insegnamento tutto ciò che avevo sempre sognato. Infatti il kung fu della Bei Feng Er Pai deriva da quello dei monaci taoisti sui Monti Wudang, in Cina: da un lato l’insegnamento di un sistema di combattimento improntato alla praticità e alla realtà dello scontro, dall’altra la parte dedicata alla meditazione, al lavoro su se stessi e sulla propria energia. Due lati della stessa medaglia insomma. Ora il quadro era completo e potevo dedicarmi anima e corpo al “mio studio” preferito. Da allora la scuola ha vissuto per molti anni attraversando periodi più o meno facili, prestando sempre fede, però, a quei valori che ci contraddistinguono: costanza, forza di volontà, coraggio, amicizia, rispetto, onestà, semplicità, impegno. Ogni giorno imparo nuovi concetti e nuovi modi di rapportarmi al combattimento ma, cosa più importante, imparo ad essere un essere umano migliore. Nel tempo ho conosciuto molte persone, tante delle quali hanno smesso di praticare. Conservo il loro ricordo perché ognuna di loro mi ha insegnato e mi insegna qualcosa ogni giorno. Perché il vero kung fu non è solo quello che si fa in palestra, ma quello che viviamo nella vita di tutti i giorni. I modi per sconfiggere l’avversario sono, in definitiva, i modi per trasformare in positivo le nostre paure ed essere persone migliori.

Sfondopergamenaverticale

Nel 2008 ho raggiunto il livello di istruttore, di cui vado fiero. Ho faticato e sofferto per raggiungere questo traguardo. Ricordo ogni giorno a me stesso che questo non è un punto di arrivo definitivo, ma solo un passaggio, un trampolino di lancio che mi sta portando ad una maggiore esperienza. Come dice il Maestro Pietro Lucio Casavecchi, anche dopo 40 anni di pratica è come se fosse il primo giorno per lui e c’è ancora tanto da imparare. Ho vissuto questo percorso di vita alla Bei Feng con tante sofferenze, ma anche grandi gioie, che conservo dentro di me, come tante piccole perle. Il processo di apprendimento del kung fu è eterno perché rispecchia e va di pari passo con la nostra vita, un’esperienza quotidiana sempre in divenire, senza un punto di arrivo ben definito, in cui lo scopo è essere la parte migliore di noi stessi. Questo è lo spirito con cui pratico, cercando di rinnovare ogni giorno le cose che faccio, riscoprendole ogni volta come se fosse la prima volta. Per me il kung fu è semplicemente “essere sé stessi”, “esprimere sé stessi” e, per fare questo si deve togliere il superfluo (paure, condizionamenti, errate convinzioni) e lasciare l’essenziale (lo Spirito e la mente libera).

Siate sempre voi stessi !

BagnoIlFaron123

Esibizione Bagno il Faro

Agosto 2010

Castiglione d. Pescaia

Maestro Pietro Lucio Casavecchi

e

Istruttore Simone Calvani

WudangLongQuanFavicon
Create a website